mercoledì 11 giugno 2008
Forse ha raggione lui...
Da qualche anno l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti un programma molto ben fatto che aiuta nella compilazione della dichiarazione dei redditi (e che, caso non frequentissimo, è disponibile anche per il Mac). Spero però che la cura profusa nella creazione del programma e nella verifica dei calcoli relativi alle imposte da versare sia maggiore di quella dedicata all'ortografia:
lunedì 19 maggio 2008
Traduttori traditori I
Ogni tanto vorrei segnalare qualche errore divertente in cui mi imbatto leggendo un testo tradotto, ma se il cinico in me trova divertenti queste perle, la brava persona in me (a mo' di angioletto e diavoletto sulla spalla di Paperino) mi dice che una svista o una scelta infelice può capitare a tutti, me per primo. Allora il diavoletto e l'angioletto hanno messo a punto una soluzione di compromesso, nota in letteratura come "il peccato ma non il peccatore": il più delle volte riporterò le amenità senza segnalare esplicitamente il traduttore, né ovviamente il libro o articolo da cui è preso l'estratto.
Quel "il più delle volte" si riferisce alle possibili eccezioni che farei per lo più nel caso di traduttori "storici". E quindi comincio subito da un esempio del genere (l'angioletto è andato a prendersi un caffè?). In questo caso non posso neppure essere certo che la traduzione sia inesatta, non avendo il testo originale: è solo che suona piuttosto curiosa.
Il libro è un giallo di Ed McBain, cioè Evan Hunter, appartenente alla sua serie sull'87° distretto, e il titolo italiano è appunto 87° Distretto: tutti presenti (Il Giallo Mondadori 1222; titolo originale: Hail, Hail, the gang's all here!). La traduttrice è Andreina Negretti, per molti anni nella redazione di «Urania» e di altre testate della Mondadori. Su un vecchio «Delos» se ne può leggere un'affettuosa commemorazione di Vittorio Curtoni che, tra l'altro, ricorda come fosse anche l'esecutrice materiale di molti dei tagli operati allora sui romanzi pubblicati da «Urania», soprattutto - per quanto la riguardava - a danno delle scene osé: "odiava gli accenni sessuali espliciti in fantascienza. Non li sopportava. Tutti i traduttori lo sapevano, e si comportavano di conseguenza, tagliando (pardon, asciugando) le scene più torride (!) che dovessero incontrare in romanzi e racconti". Curtoni racconta alcuni divertenti episodi in proposito.
Eccoci finalmente alla famosa perla, che sparisce in mezzo all'ostrica di chiacchiere che la precede. Nel romanzo di McBain, uno dei molti tradotti dalla Negretti, a un certo punto due degli investigatori stanno cercando di rintracciare un sospetto di cui conoscono le generalità: adesso stanno cercando il domicilio della defunta madre, e uno chiede all'altro: «Ricordi il nome di battesimo della signora Goldenthal?»
Quel "il più delle volte" si riferisce alle possibili eccezioni che farei per lo più nel caso di traduttori "storici". E quindi comincio subito da un esempio del genere (l'angioletto è andato a prendersi un caffè?). In questo caso non posso neppure essere certo che la traduzione sia inesatta, non avendo il testo originale: è solo che suona piuttosto curiosa.
Il libro è un giallo di Ed McBain, cioè Evan Hunter, appartenente alla sua serie sull'87° distretto, e il titolo italiano è appunto 87° Distretto: tutti presenti (Il Giallo Mondadori 1222; titolo originale: Hail, Hail, the gang's all here!). La traduttrice è Andreina Negretti, per molti anni nella redazione di «Urania» e di altre testate della Mondadori. Su un vecchio «Delos» se ne può leggere un'affettuosa commemorazione di Vittorio Curtoni che, tra l'altro, ricorda come fosse anche l'esecutrice materiale di molti dei tagli operati allora sui romanzi pubblicati da «Urania», soprattutto - per quanto la riguardava - a danno delle scene osé: "odiava gli accenni sessuali espliciti in fantascienza. Non li sopportava. Tutti i traduttori lo sapevano, e si comportavano di conseguenza, tagliando (pardon, asciugando) le scene più torride (!) che dovessero incontrare in romanzi e racconti". Curtoni racconta alcuni divertenti episodi in proposito.
Eccoci finalmente alla famosa perla, che sparisce in mezzo all'ostrica di chiacchiere che la precede. Nel romanzo di McBain, uno dei molti tradotti dalla Negretti, a un certo punto due degli investigatori stanno cercando di rintracciare un sospetto di cui conoscono le generalità: adesso stanno cercando il domicilio della defunta madre, e uno chiede all'altro: «Ricordi il nome di battesimo della signora Goldenthal?»
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lunedì 5 maggio 2008
Band of zombies
Band of Brothers è una miniserie televisiva prodotta da Steven Spielberg, che segue le vicende di un gruppo di militari americani durante la seconda guerra mondiale. Ne parlano tutti molto bene, per la realizzazione tecnica e per la drammaticità della storia, realmente accaduta, in sé. Ora, io non so come sia andata, ma effettivamente non se la devono essere cavata troppo bene se, come dice la confezione del cofanetto di DVD, "la loro unità subì il 150 percento di vittime".
giovedì 1 maggio 2008
Assiri e andorrani
Ecco un rapido aggiornamento per ricordare ai distratti che ieri è iniziata la settimana dedicata alle lingue a rischio di estinzione (Endangered Languages Week 2008) promossa dalla School of Oriental and African Studies dell'Università di Londra e da altre istituzioni.
Ne fa cenno anche Helen DeWitt nel suo blog paperpools, sempre ricco di spunti. In particolare, segnalo un intervento a proposito di (un post su un altro blog su) un racconto di William Saroyan. Senza sciupare troppo la sorpresa della lettura, anticipo solo che c'entrano barbieri assiri, contrabbandieri curdi e il fatto che gli andorrani non hanno una lingua né una valuta.
Ne fa cenno anche Helen DeWitt nel suo blog paperpools, sempre ricco di spunti. In particolare, segnalo un intervento a proposito di (un post su un altro blog su) un racconto di William Saroyan. Senza sciupare troppo la sorpresa della lettura, anticipo solo che c'entrano barbieri assiri, contrabbandieri curdi e il fatto che gli andorrani non hanno una lingua né una valuta.
martedì 22 aprile 2008
Strana toponomastica
Poiché persino il buon Omero ogni tanto dormicchiava, lo stesso può benissimo succedere al buon Google Maps. Se si perlustra la zona di Roma attorno al Colosseo, si può notare l'esistenza di una misteriosa "Via dei Strada Statale 4" (in basso a destra nell'illustrazione). Che cos'è successo? Al lettore la non ardua ma curiosa risposta.
sabato 19 aprile 2008
"Tutto" il mondo è "paese"
Per qualche motivo, immaginavo che solo in Italia qualcuno fosse solito usare le "virgolette" per "evidenziare" alcune parole di una frase (non è che io perda notti di sonno per ponderare sulla distribuzione geografica di questa usanza). Invece pare che succeda un po' dappertutto, e in ispecie nel mondo anglofono, tanto che qualche meritorio Accademico onorario in pectore ha dedicato a questo fenomeno un blog apposito, appunto The “Blog” of “Unnecessary” Quotation Marks.
giovedì 3 aprile 2008
Il singlish per tutti
In attesa di rimettermi seriamente a dare nuovi meravigliosi contributi alla pubblicistica dell'Accademia, ecco il primo di una serie di post un po' pigri (segnalazioni da altri blog, ripescaggi di roba vecchia...). John Baez, da non confondere ovviamente con Joan, racconta qualcosa sul singlish, che non è, come potrebbe parere, un linguaggio per gente che non ha un compagno o un coniuge, ma un pidgin parlato a Singapore.
venerdì 8 febbraio 2008
Tagliatine e costolette
Mi sono imbattuto in una simpatica paretimologia. Schnitzel (come in Wiener Schnitzel, la cotoletta alla milanese alla viennese) deriva dalla radice del verbo schneiden, tagliare, con una desinenza per i diminutivi del tedesco meridionale (e fin qui, a quel che so, l'etimologia è corretta). In una pagina della Wikipedia che prima o poi andrà corretta, questa parola viene raffrontata con cutlet, asserendo che qui, analogamente, ci sarebbe la radice del verbo to cut e la desinenza diminutiva -let (come in piglet o wavelet). Il diminutivo, indirettamente, c'entra davvero, ma la parola nel suo complesso viene, come si sa, dal francese côtelette.
(A proposito di etimologie curiose, tutti sanno perché la Caran d'Ache, ditta svizzera che produce matite e affini, si chiama così, vero?)
(A proposito di etimologie curiose, tutti sanno perché la Caran d'Ache, ditta svizzera che produce matite e affini, si chiama così, vero?)
venerdì 25 gennaio 2008
Eccezionale!
A capodanno del 2000, io e alcuni amici festeggiammo l'"eccezione dell'eccezione dell'eccezione". Infatti il 2000, essendo un anno il cui numero è divisibile per 4, è eccezionale in quanto potenzialmente bisestile; essendo anche divisibile per 100, farebbe eccezione a questa regola dato che la maggior parte degli anni con questa proprietà non sono bisestili. L'ulteriore eccezione è data dal fatto che notoriamente gli anni divisibili per 400 sono invece bisestili.
Il tutto, come si sa, serve per approssimare la durata media dell'anno solare. Ma anche con questi accorgimenti, l'anno solare è lievemente più breve della durata media dell'anno nel calendario gregoriano. Per questo motivo, nel 1849 l'astronomo John Herschel propose di considerare l'anno 4000 non bisestile.
Quindi, qualora nel prossimo paio di millenni si decidesse di adottare questa proposta, a capodanno del 4000 potremo festeggiare l'eccezione dell'eccezione dell'eccezione dell'eccezione!
In realtà ho un po' semplificato le cose, perché per decidere della "vera" lunghezza dell'anno solare bisogna, tra le altre cose, tenere in considerazione le differenze tra l'anno tropico e altre definizioni dell'anno, come quello siderale; il punto dell'eclittica in cui si considera l'inizio dell'anno tropico; le fluttuazioni di anno in anno...
Il tutto, come si sa, serve per approssimare la durata media dell'anno solare. Ma anche con questi accorgimenti, l'anno solare è lievemente più breve della durata media dell'anno nel calendario gregoriano. Per questo motivo, nel 1849 l'astronomo John Herschel propose di considerare l'anno 4000 non bisestile.
Quindi, qualora nel prossimo paio di millenni si decidesse di adottare questa proposta, a capodanno del 4000 potremo festeggiare l'eccezione dell'eccezione dell'eccezione dell'eccezione!
In realtà ho un po' semplificato le cose, perché per decidere della "vera" lunghezza dell'anno solare bisogna, tra le altre cose, tenere in considerazione le differenze tra l'anno tropico e altre definizioni dell'anno, come quello siderale; il punto dell'eclittica in cui si considera l'inizio dell'anno tropico; le fluttuazioni di anno in anno...
giovedì 10 gennaio 2008
E Giovan Battista Marino? Ovvero, come non dire pane al pane chiamando spada una vanga
Devo alla citazione che ne fa Stefano Bartezzaghi nella sua bella storia del cruciverba L'orizzonte verticale (Einaudi 2007) questo estratto da una prolusione che tenne W.H. Auden a Oxford nel 1956, degno di un ipotetico manifesto dei pignuoli. Auden chiederebbe a un critico letterario:
In realtà, nel punto 2. si parlava di "calling a spade a spade", cioè, vanghe a parte, "dire pane al pane".
Sugli englys, che poi sono englyns (anzi, englyn perché non facciamo il plurale delle parole straniere, ma se lo facessimo sarebbe englynion in gallese), vedi la voce Englyn della Wikipedia. Si fa presto a dire englyn: ce ne sono otto tipi, tra cui l'englyn del soldato e l'englyn monorima storto. Dei drott-kvaett (o, con ortografia più nordica, dróttkvætt) si parla all'interno della voce sulla poesia allitterativa.
Ovviamente non saprei dirlo meglio, o aggiungere qualcosa, e quindi mi limito alle pignolerie di servizio.
Ama, nel senso che ama davvero, e non che li approva in linea di principio:
- Le lunghe liste di nomi propri, come le genealogie dell'Antico Testamento e il Catalogo delle navi nell'Iliade?
- Gli enigmi e tutti gli altri modi per non chiamare 'spada' una spada?
- Le forme metriche complicate e di grande difficoltà tecnica, come gli englys, i drott-kvaetts, le sestine, anche se il loro contenuto è banale?
- Teatralità consapevolmente esagerate, e brani di adulazione barocca come il benvenuto di Dryden alla duchessa di Ormond?
Se un critico potesse rispondere in tutta sincerità «sì» a ognuna delle quattro domande, allora potrei fidarmi implicitamente del suo giudizio su qualsiasi questione letteraria.
In realtà, nel punto 2. si parlava di "calling a spade a spade", cioè, vanghe a parte, "dire pane al pane".
Sugli englys, che poi sono englyns (anzi, englyn perché non facciamo il plurale delle parole straniere, ma se lo facessimo sarebbe englynion in gallese), vedi la voce Englyn della Wikipedia. Si fa presto a dire englyn: ce ne sono otto tipi, tra cui l'englyn del soldato e l'englyn monorima storto. Dei drott-kvaett (o, con ortografia più nordica, dróttkvætt) si parla all'interno della voce sulla poesia allitterativa.
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