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giovedì 30 aprile 2026

Caratteri speciali

Piangete, o Veneri e Cupidi dell'ortografia, perché essa è morta!

D'accordo, non facciamola troppo drammatica, ma ho appreso solo di recente, in ritardo di più di dieci anni, che l'ISTAT, con la circolare n. 912/2014/P del 15 gennaio 2014, ha richiesto  ai comuni un'uniformazione dei dati toponomastici e dei numeri civici. Tra l'altro si prescrivono i modi per scrivere le date. Per esempio, nelle date complete, giorno e anno vanno indicati in cifre arabe: VIA 18 AGOSTO 1944, mentre se compaiono solo giorno e mese vanno indicati a parole: VIA VENTICINQUE APRILE. E passi. Sono esclusi tutti i numeri romani sia in date che in numerali di re e papi, e passi anche questo. Non sono ammesse abbreviazioni, e quindi i “san”, “santa” etc. vanno scritti per esteso, e va bene.

Più in generale, si prevede che i comuni indichino le denominazioni delle strade, anche già esistenti, “in forma completa, senza abbreviazioni, elementi puntati, segni di punteggiatura o altri caratteri speciali”. E possiamo essere d'accordo anche qui.

Ma, almeno a Roma, qualcuno l'ha portata ancora più in là, considerando evidentemente anche le lettere accentate come “caratteri speciali”. Infatti, tra le deliberazioni della Giunta Capitolina del 22 luglio 2015 in cui si recepiva tutto ciò, si è deciso che andavano piallate anch'esse, con il risultato che Federico Caffè adesso si chiama FEDERICO CAFFE' (perché è previsto che ogni toponimo sia registrato in caratteri maiuscoli), il comune di Ciminà si chiama CIMINA', e l'analogo per la Natività, il bambin Gesù e altri.

Se poi uno è così sfortunato da ritrovarsi un accento all'interno del nome, come Dolores Ibárruri, si attacca e lo perde del tutto: VIALE DOLORES IBARRURI .

Qui l'accento c'è ancora, anche se poco visibile

P.S. In più, personalmente mi dispiace anche che Monte de' Cenci ora si chiami “Via Monte de' Cenci” (anzi, “VIA MONTE DE' CENCI”), dato che ogni toponimo deve avere come primo componente la “specie” o “denominazione urbanistica generica” che “identifica la tipologia di area di circolazione (via, piazza, lungomare, campiello, salita, eccetera)”.

Non sembra che nessuno sia intenzionato a cambiare le vecchie targhe (per fortuna)


giovedì 1 novembre 2018

Mise en abyme


Un’immagine di Roma.
Un’“Immagine di Roma”.
Un’immagine di “Immagine di Roma”.
Un’immagine di Roma e un’“Immagine di Roma”.

giovedì 9 ottobre 2014

Monnezza ieri e oggi

Due iscrizioni in due traverse consecutive di una stessa strada del centro di Roma.

1765:

2014, soltanto più laconico:


AGGIORNAMENTO: Proprio nei giorni scorsi il cartello moderno ha ricevuto un upgrade, che lo ha portato un poco più vicino al suo antenato. Forse fra 250 anni sarà uguale:



venerdì 14 settembre 2012

I sette Gipsy Kings

Non comprendo la furia dei venti, cantava il poeta. Io non comprendo neanche molte altre cose, in due delle quali mi imbatto quasi quotidianamente.

Una è: se un “evento”, una mostra-mercato, una manifestazione di qualsiasi tipo si svolge in Italia, in lingua italiana e presumibilmente la stragrande maggioranza dei partecipanti sarà italiana, perché darle un nome inglese?

Un’altra, collegata alla prima, è: poniamo che Šiva distruttore di mondi ti abbia imposto di dare un nome inglese alla tua fiera, perché altrimenti distrugge una manciata di mondi a casaccio. Ma allora perché i nomi delle città li lasci in italiano?
Perché scrivi “Milano Book Fair” anziché “Milan etc.”?
Perché scrivi “Taste of Roma” invece di “... of Rome”?

Esistono entrambi, ma non metto i link (che non è difficile trovare) perché entrambi i siti sono molto brutti - e di bruttezza è già troppo pieno il mondo - ed entrambi emettono suoni appena ci si collega.

Questi sono solo i due casi in cui mi sono imbattuto nell’ultimo paio di giorni, ma sono in enorme compagnia. Nella sola capitale, che per ovvî motivi conosco meglio, c’è una “Roma Rock School”, varie iniziative dedicate alla canzone “of Roma” etc.
E per questa città il problema non è neanche solo puramente di coerenza linguistica, ma anche semantico: in inglese “Roma” vuol dire “Rom”, e quindi un anglofono può benissimo fraintendere tutte quelle comunicazioni pubblicitarie e ritenersi fortunato di essere arrivato in un paese che non solo non vessa gli zingari, ma in cui i “figli dell’arcobaleno” possono liberamente organizzare iniziative in cui presentano le loro canzoni, la loro cucina...

domenica 5 agosto 2012

Premialità

Premialità non è esattamente una bella parola (la scelta del lessico ha anche criteri estetici, sì) e non è neppure indispensabile. Ma il contesto in cui viene usata qui è così delirante che la parola è il meno.
L’AMA, l’azienda della nettezza urbana di Roma, annuncia varie innovazioni su come si svolgerà nei prossimi anni la raccolta differenziata in città. Una delle novità è che
Il nuovo sistema di raccolta differenziata prevede l’implementazione di un sistema di premialità per i cittadini più virtuosi. ... verranno posizionati cassonetti a chiusura ermetica per i rifiuti organici e per quelli indifferenziati. Sarà possibile conferire i rifiuti in questi contenitori solo con un badge familiare. In tal modo, ogni volta che si getteranno gli scarti alimentari si otterranno dei punti. Viceversa, si perderanno quando si utilizzerà il cassonetto per l’indifferenziato.
Ma che, davvero? Si utilizza un rinforzo negativo per un’azione inevitabile? (Molti materiali semplicemente non sono riciclabili.) Non c'è bisogno di essere teorici del nudge, della “spinta gentile”, per capire che così ci si limita a spingere gentilmente la gente a buttare tutto nel cassonetto degli scarti alimentari. E se invece ci si fida del senso civico dei residenti (o dei controlli occhiuti a opera di ninja nascosti nei bidoni) non serve un badge per ogni famiglia e un lettore di badge per ogni cassonetto, che presumibilmente hanno un certo costo.

venerdì 2 marzo 2012

Virgole abusive

Come ricorda Leo Pestelli, “Le virgole! Buona parte di logica - ha detto il Tommaseo - potrebbe ridursi a un trattato delle virgole”.

Chiunque, affigge abusivamente manifesti, è punito ai sensi dell'Art. 663 del Codice Penale
E allora chiunque, usa le virgole solo come, elementi decorativi, come è, punito?

lunedì 1 novembre 2010

Roma capitale del Photoshop

Da qualche tempo a Roma si vedono (per qualche motivo, soprattutto dentro le stazioni della metropolitana) alcuni manifesti che magnificano il nuovo status di “Roma Capitale” in cui si è trasformato da qualche settimana il comune di Roma, in base a una nuova legge che dovrebbe assicurare “più poteri, più risorse, più autonomia di gestione”. Può pure essere, per quel che ne so.
Questi manifesti, nello specifico, vorrebbero mostrare le meraviglie artistiche e naturali di Roma. Uno in particolare - che riproduco qui - mostra il Pantheon in un'ora incerta della prima mattinata o della sera incipiente vantando “Il più grande patrimonio storico artistico al mondo. Appartiene a te” (cliccate per ingrandire; l'originale è qui).


Vedendo la foto si ha una generica sensazione di uncanny valley, e sulle prime ci si chiede il perché. Sarà l'ora misteriosa, il fascino della luce che sembra venire da varie parti simultaneamente? Sarà l'assoluta assenza di persone, veicoli, oggetti? Sarà il fatto che ci sono quattro colonne esattamente uguali...? I romani non scherzavano quanto a grandi opere, e il Pantheon è un capolavoro di ingegneria ineguagliato per molti secoli, ma quattro colonne identiche? Comprese le crepe e le irregolarità? E le scritte fantasma sopra le colonne? E le finestre ripetute più volte del palazzo sulla destra? E il tetto impossibile dell'edificio in fondo a sinistra? E il comignolo volante in alto a destra?

(Se non avete presente il Pantheon, vi assicuro che quasi qualsiasi foto trovata a caso in rete rende l'idea meglio di questa immagine artefatta indegna di Second Life.)

Evidentemente 'sto patrimonio artistico non è un gran che, se per renderlo degno di un manifesto pubblicitario richiede una buona dose di (pessimo) Photoshop.