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venerdì 7 agosto 2026

Un paio di pensieri sull'Odissea di Nolan

Voglio dire anch'io qualcosa sul recente The Odyssey di Christopher Nolan. Segnalo che, ovviamente, ci sarà qualche spoiler, non solo sul poema, ma anche sul film, e le due cose non combaciano.

Pensando a una trasposizione cinematografica di un testo letterario, sono possibili almeno tre tipi di valutazioni. Ho l'impressione che qualcuna delle critiche al film di Nolan tenda a confondere questi livelli.

Il primo consiste semplicemente nel decidere se il risultato è un bel film.

Dimentichiamo Omero (o Shakespeare, o Tolkien, o chi sia), cerchiamo di arrivare davanti allo schermo con la mente più vergine possibile e alla fine valutiamo quello che abbiamo visto, di per sé. Narra una bella storia? In modo efficace? Con personaggi credibili (o “ben scritti”, come va ora di moda dire)? Coerenti? Qualora ci interessino discorsi su archi di trasformazione, difetti fatali, viaggi dell'eroe, funzioni narrative etc., il film è soddisfacente da questo punto di vista? E, ovviamente, tutto il resto, che però ha meno direttamente a che fare con il fatto che il film è un adattamento: la fotografia, la musica, eventuali effetti speciali e così via.

Il secondo livello riguarda la fedeltà del film allo “spirito” dell'opera originaria, e ci torno dopo.

Il terzo livello è quello che balza più facilmente agli occhi e alla mente degli spettatori che sanno qualcosa dell'opera originale: è quello risultante dal confronto tra i vari eventi, personaggi, ambientazioni, perfino singole battute dell'originale, e la loro presenza, assenza o modifica nel film. È chiaro che questo è il terreno su cui ci si può accanire più facilmente contro qualunque trasposizione cinematografica che non sia la più fedele possibile (cosa possibile, seppure, solo nel caso di trasposizioni di opere teatrali in cui compaiano tutte e sole le battute della pièce originale e si sia adottata una messinscena tradizionale).

Su quest'ultimo livello è chiaro che il film di Nolan è apertissimo a osservazioni, anche macroscopiche, a partire da alcune assenze facilmente percepibili (i Feaci, lo stratagemma di “Nessuno”, il letto ricavato dal tronco d'olivo), così come le aggiunte (il personaggio di Sinone, sopra a tutte) e le modifiche (il fiore di loto usato da Calipso, per esempio).

La mia tesi è che quest'ultimo livello sia il meno importante: il cinema è un mezzo molto diverso da una narrazione scritta, che usa strumenti di tutt'altro genere. Trovar da ridire su un film perché non è “fedele” in quest'ultimo senso è come criticare una trasposizione per pianoforte di una sinfonia perché nel risultato non risuonano gli ottavini o, per riavvicinarci al tema, obiettare che una traduzione italiana di Omero non è in esametri dattilici.

E il primo livello è un po' il minimo sindacale: se, nel nostro discorso sulle trasposizioni, ci trovassimo di fronte un film che, persino considerato a prescindere da qualunque altra cosa, non è un gran che, non varrebbe nemmeno la pena di prendere in esame il suo rapporto con il testo su cui è basato.

Asserisco quindi che il requisito che si tratti di un bel film (definizione ovviamente vaghissima e su cui, facendo il vago a mia volta, non approfondisco) è necessario ma non sufficiente. E che la fedeltà ai singoli elementi narrativi non è né necessaria né sufficiente. Può essere divertente per gli appassionati cercare concordanze e discordanze (e non è una concessione retorica: io per primo mi diverto così), ma non è su questo che possiamo stabilire il successo di una trasposizione cinematografica.

Quello che rimane, e su cui a mio avviso Nolan fallisce sonoramente, è quello che chiamavo “spirito” del testo di partenza.

Una vera trasposizione dell'Odissea dovrebbe essere riconoscibile anche cambiando del tutto i nomi dei personaggi, il tempo e luogo in cui è ambientata, e persino quasi ogni evento. Rimarrebbero alcuni elementi essenziali che, alla fine del film, ci porterebbero a dire – esempio di fantasia – to', ma quel Bob che si è perso nel centro commerciale e alla fine manda a quel paese i vicini scrocconi non è una sorta di Ulisse dei giorni nostri? Una vera trasposizione dell'Odissea non avrebbe bisogno di chiamarsi Odissea, né il suo protagonista di chiamarsi Odisseo/Ulisse, né la sua patria Itaca e così via.

Viceversa, nel film di Nolan, pieno di Achei, Troiani, navi, guerrieri, esseri mostruosi, maghe, tempeste, pretendenti, nomi greci, sono solo queste cose a richiamare alla mente la storia di Odisseo. Quello che manca completamente è lo spirito ingegnoso, menzognero, smaliziato, pragmatico del protagonista, che è sostituito con un personaggio infinitamente più “moderno”, pensieroso, angosciato, attanagliato da sensi di colpa del tutto estranei all'originale.

Attenzione: sappiamo bene che il protagonista del testo omerico non è un personaggio come lo concepirebbe uno scrittore moderno, con un suo carattere ben preciso e una coerenza – o incoerenza voluta – interna (mentre quello del film sì; e persino questo da solo farebbe la differenza). L'Odisseo omerico è il risultato di un assemblaggio di testi eterogenei, alcuni dei quali parlavano in origine addirittura di personaggi diversi, che per qualche miracolo della poesia si combinano a creare un personaggio memorabile, in cui possiamo leggere le incoerenze testuali come incoerenze psicologiche di un vero essere umano. Mostra spietatezza e assenza di scrupoli pur di proseguire il viaggio verso casa, ma poi si lascia persuadere a una convivenza settennale con Calipso (senza che lei debba drogarlo). Il “narciso cialtrone, abile a rimanere (letteralmente) a galla” [Mereghetti] protagonista di Fratello, dove sei? dei fratelli Coen somiglia al personaggio omerico più del perennemente perplesso personaggio di Nolan, che sembra posseduto da un ultracorpo le rare volte che fa qualcosa da uomo della Grecia arcaica. È come se Nolan avesse voluto giustificare Odisseo ai nostri occhi, trovare una spiegazione moralmente accettabile delle sue doppiezze, della sua spregiudicatezza, delle sue infedeltà.

Una storia in cui la rivelazione finale, il colpo di scena che dovrebbe spiegare tutto, è che Ulisse è un brav'uomo rimasto traumatizzato dal ruolo che aveva svolto nella caduta di Troia ha a che fare con l'originale quanto una trasposizione da Conan Doyle in cui Sherlock Holmes lasciasse perdere tutto perché non sta capendo niente di quello che gli succede attorno.

lunedì 2 marzo 2026

I telefilm di Alfred Hitchcock

Questa non è una specifica pignoleria, a meno di non voler considerare tale l'attenzione per la produzione “minore” di un grande regista.

Oltre ai numerosi film, Alfred Hitchcock diresse anche una ventina di telefilm, per lo più episodi della serie Alfred Hitchcock Presents (Alfred Hitchcock presenta). Visto che non avevo sotto mano un elenco di questi episodi e non trovavo un'unica fonte affidabile e completa, ne ho collazionate varie e messo insieme quello che mi sembra un elenco corretto.


Per ogni episodio indico il titolo originale e tra parentesi il titolo della versione italiana; dove è assente, a quel che mi risulta il telefilm è inedito in Italia. Furono tutti prodotti da Joan Harrison. Salvo dov'è indicato diversamente, la fotografia è di John L. Russell e sono episodi da “mezz'ora” (in realtà 23 minuti) della serie Alfred Hitchcock Presents (Alfred Hitchcock presenta), girati in tre giorni. Quelli da un'ora duravano circa 53 minuti e venivano girati in cinque giorni. Per ogni episodio do il link alla corrispondente pagina sull'Internet Movie Database e, occasionalmente, ad altre pagine utili. In fondo, le fonti.

1955

Revenge (Vendetta) - Scenegg.: A.I. Bezzerides e Francis Cockrell, da un racconto di Samuel Blas. Cast: Ralph Meeker, Vera Miles, Frances Bavier, Ray Montgomery (S01E01, 2/10/55; https://www.imdb.com/title/tt0508235/)

Breakdown (Crollo nervoso) - Scenegg.: Francis Cockrell e Louis Pollock, da un racconto di Pollock. Cast: Joseph Cotten, Raymond Bailey, Forest Stanley, Lane Chandler (S01E07, 13/11/55; https://www.imdb.com/title/tt0508134/).

The Case of Mr. Pelham (Il caso del signor Pelham) - Scenegg.: Francis Cockrell, da un racconto di Anthony Armstrong. Cast: Tom Ewell, Raymond Bailey, Kirby Smith, Kay Stewart, Jan Arvan, Norman Willis (S01E10, 4/12/55; https://www.imdb.com/title/tt0508268/).

1956

Back for Christmas (Ci rivedremo a Natale) - Scenegg.: Francis Cockrell, da un racconto di John Collier. Cast: John Williams, Isobel Elsom, A.E. Gould-Porter, Gavin Muir (S01E23, 4/3/56; https://www.imdb.com/title/tt0508128/).

Wet Saturday (Un sabato di pioggia) - Scenegg.: Marian Cockrell, da un racconto di John Collier. Cast: Sir Cedric Hardwicke, John Williams, Tita Purdom, Kathryn Givney (S02E01, 30/9/56; https://www.imdb.com/title/tt0508363/).

Mr. Blanchard's Secret (Il segreto del Signor Blanchard) - Scenegg.: Sarett Rudley, da un racconto di Emily Neff. Cast: Mary Scott, Robert Horton, Dayton Lummis, Meg Mundy (S02E13, 23/12/56; https://www.imdb.com/title/tt0508206/).

1957

One More Mile to Go (Ancora un miglio) - Scenegg.: James P. Cavanagh, da un racconto di F.J. Smith. Cast: David Wayne, Steve Brodie, Louise Larabee, Norman Leavitt (S02E28, 7/4/57; https://www.imdb.com/title/tt0508222/).

Four O'Clock - Serie Suspicion, episodio da un'ora. Scenegg.: Francis Cockrell, da un racconto di Cornell Woolrich. Cast: E.G. Marshall, Nancy Kelly, Richard Long, Jesslyn Fax (S01E01, 30/9/57; https://www.imdb.com/title/tt0714191/).

The Perfect Crime (Delitto perfetto o Un delitto quasi perfetto) - Scenegg.: Stirling Silliphant, da un racconto di Ben Ray Redman. Cast: Vincent Price, James Gregory, John Zaremba, Marianne Stewart (S03E03, 20/10/57; https://www.imdb.com/title/tt0508336/).

1958

Lamb to the Slaughter (Come servire un agnello) - Scenegg.: Roald Dahl, da un suo racconto. Cast: Barbara Bel Geddes, Allan Lane, Harold J. Stone, Ken Clark (S03E28, 13/4/58; https://www.imdb.com/title/tt0508189/).

Dip in the Pool (Concorso a bordo o Un salto nel vuoto) - Fotografia: John F. Warren. Scenegg.: Robert C. Dennis, da un racconto di Roald Dahl. Cast: Keenan Wynn, Louise Platt, Fay Wray, Philip Bourneuf, Doreen Lang (S03E35, 1/6/58); https://www.imdb.com/title/tt0508106/; https://barebonesez.blogspot.com/2015/03/the-hitchcock-project-roald-dahl-part_19.html).

Poison (Un peso sullo stomaco) - Scenegg.: Casey Robinson, da un racconto di Roald Dahl. Cast: Wendell Corey, James Donald, Arnold Moss, Weaver Levy  (S04E01, 5/10/58; https://www.imdb.com/title/tt0508229/).

1959

Banquo's Chair (L'ospite d'onore) - Scenegg.: Francis Cockrell, da un racconto di Rupert Croft-Cooke. Cast: John Williams, Kenneth Haigh, Reginald Gardiner, Max Adrian (S04E29, 3/5/59; https://www.imdb.com/title/tt0508132/).

Arthur (Arthur) - Scenegg.: James P. Cavanagh, da un racconto di Arthur Williams. Cast: Laurence Harvey, Hazel Court, Robert Douglas, Patrick Macnee, Barry Harvey (S05E01, 27/9/59; https://www.imdb.com/title/tt0508127/)

The Crystal Trench (La bara di ghiaccio) - Fotografia: John F. Warren. Scenegg.: Stirling Silliphant, da un racconto di A.E.W. Mason. Cast: James Donald, Patricia Owens, Werner Klemperer, Ben Astar (S05E02, 4/10/59; https://www.imdb.com/title/tt0508277/).

1960

Incident at a Corner - Serie Ford Startime, episodio da un'ora, unico telefilm a colori diretto da Hitchcock. Scenegg.: Charlotte Armstrong, da un suo racconto. Cast: Vera Miles, Paul Hartman, Georg Peppard, Bob Sweeney (S01E27, 5/4/60; https://www.imdb.com/title/tt0394918/, https://en.wikipedia.org/wiki/Incident_at_a_Corner, https://medium.com/@ChrisMcKit/the-curious-incident-of-alfred-hitchcocks-incident-at-a-corner-e02778e58e0d).

Mrs. Bixby and the Colonel's Coat (La signora Bixby e la pelliccia del colonnello) - Scenegg.: Halsted Welles, da un racconto di Roald Dahl. Cast: Audrey Meadows, Les Tremayne, Stephen Chase, Sally Hughes, Bernie Hamilton, Lilian Cluver, Harry Cheshire (S06E01, 27/9/60; https://www.imdb.com/title/tt0508207/).

1961

The Horseplayer (Il Cavaliere vincente) - Scenegg.: Henry Slesar, da un suo racconto. Cast: Claude Rains, Ed Gardner, Percy Helton, Kenneth MacKenna (S06E22, 14/3/61; https://www.imdb.com/title/tt0508303/).

Bang! You're Dead (Mani in alto) - Scenegg.: Harold Swanton, da un racconto di Margery Vosper. Cast: Biff Elliott, Lucy Prentiss, Billy Mumy, Steve Dunne (S07E02, 17/10/61; https://www.imdb.com/title/tt0508131/).

1962

I Saw the Whole Thing (I cinque testimoni) - Serie Alfred Hitchcock Hour (L'ora di Hitchcock), episodio da un'ora. Fotografia: Benjamin H. Kline. Scenegg.: Henry Cecil (Leon) e Henry Slesar, da un racconto di Slesar. Cast: John Forsythe, Kent Smith, Evans Evans, John Fiedler, Philip Ober, John Zaremba, Claire Griswold (S01E04, 11/10/62; https://www.imdb.com/title/tt0394051/).


Fonti: Steve Mamber, “The Television Films of Alfred Hitchcock”, Cinema Magazine 7(1), 1971, pp. 2-7, https://www.tft.ucla.edu/faculty/steve-mamber/; Natalino Bruzzone, Robert A. Harris, Valerio Caprara, Michael S. Lasky, I film di Alfred Hitchcock, Gremese, Roma 1982; Bodo Fründt, Alfred Hitchcock und seine Filme, Heyne, München 1986; Neill Potts, The Television Work of Alfred Hitchcock, tesi di dottorato, University of Warwick, marzo 2005; imdb.com; it.wikipedia per i titoli italiani (o loro assenza per serie non trasmesse in Italia).

Sono interessanti anche Gilles Delavaud, La télévision selon Alfred Hitchcock; Jan Olsson, Hitchcock à la Carte; e First and Last: How Alfred Hitchcock Presents Challenged TV Standards | by Tristan Ettleman.

Ringrazio Giovanni Stegel per alcune segnalazioni.


lunedì 7 agosto 2023

Videocamere?

Se sbaglio mi corigerete: se ho ben capito, una delle peculiarità di Oppenheimer di Christopher Nolan è il fatto che è stato girato su pellicola, e per giunta pellicola IMAX da 70 millimetri, cosa più unica che rara (è il film più lungo mai girato in questo formato e così via). Mi risulta che ci sia appena una trentina di cinema in tutto il mondo in grado di proiettarlo così, e infatti c'è per esempio un cinema a Roma che si vanta già solo di proiettarlo da pellicola (da 35 mm).

Ora, pochi cinema lo proietteranno come si deve, ma che sia stato girato in quel modo lì rimane vero per tutti. Allora, perché i manifesti che dovrebbero magnificare le virtù del film affermano che è stato “girato con videocamere IMAX”? Non c'è dubbio che “videocamera” sia, nella migliore delle ipotesi, sinonimo di “telecamera” e quindi sia un apparecchiatura per la ripresa di immagini “trasformando le differenze d’intensità luminosa tra i diversi elementi dell’immagine in variazioni di tensione elettrica” (Treccani), permettendo quindi di registrarle su nastri magnetici o supporti digitali o di trasmetterle in diretta.

Traduzione automatica dall'inglese camera? Marketing misterioso?

No, “cineprese”!


venerdì 4 agosto 2023

Sui rapporti tra i cineasti e le forze armate

Due disclaimer, simili ma opposti, a corredo di due film di ambiente militare.

Uno viene dal film britannico Private's Progress di Alan Hackney del 1956 (dall'infelice titolo italiano Operazione... fifa). È un film pesantemente satirico, in cui quasi tutti i militari che compaiono sono o inetti o disonesti. Il Ministero della difesa britannico non apprezzò, e quindi non offrì alcuna cooperazione. I produttori presero in giro così questa scarsa disponibilità:

“I produttori esprimono la loro gratitudine per la collaborazione ufficiale di assolutamente nessuno.”

L'altro viene da un film molto più recente: Gunjan Saxena: The Kargil Girl di Sharan Sharma del 2020. È un film indiano che ricostruisce la vicenda appunto di Gunjan Saxena, una delle prime pilote dell'aeronautica militare indiana e delle difficoltà che incontrò. Nonostante la trama si basi su fatti reali, la produzione sentì il bisogno di mettere le mani avanti contro eventuali sospetti di critica nei confronti dell'aeronautica in due schermate alla fine del film:

“Poiché questo film è una versione romanzata e drammatizzata degli eventi della vita del capitano Gunjan Saxena ambientato alla fine del XX secolo (cioè 1984-1999), nessuna scena deve essere interpretata come rappresentazione fedele o accurata degli eventi reali che si verificarono. Non è un commento sui personaggi, le circostanze o le situazioni rappresentati nel film. / Il film non garantisce, rappresenta o rivendica alcuna pretesa di autenticità o correttezza storica su eventi e/o episodi proiettati in questo film. Alcuni nomi di personaggi, luoghi, storia di qualsiasi persona (viva o morta), edifici utilizzati nel film possono essere fittizi e qualsiasi somiglianza con la realtà è puramente casuale e non intenzionale. / Il film, i produttori, il regista, gli artisti o qualsiasi altra persona associata al film non intendono calunniare, diffamare o ferire o mancare di rispetto ad alcuna persona/e, luogo, regione, paese, religione, opinioni di comunità o individui o religiose, o credenze o sentimenti individuali di alcuna persona/e. I cineasti riconoscono e rispettano pienamente altre opinioni e punti di vista in merito all'argomento di questo film. L'uso di certe espressioni in questo film è puramente per drammatizzare la messinscena e gli eventi rappresentati in questo film, e i realizzatori di questo film e qualsiasi altra persona associata a questo film non approvano l'uso di tali espressioni da parte di alcuna persona. / Il produttore, il regista, gli artisti o altri associati a questo film sono tutti cittadini rispettosi della legge e non hanno creato questo film per incitare alcun disordine o illegalità.”



E non finisce qui:

“Questo film è ispirato a eventi basati sulla vita del capitano Gunjan Saxena. Il film è stato creato dai cineasti prendendosi libertà creative e drammatizzando gli eventi per la messinscena cinematografica. / L'Aeronautica militare sostiene l'uguaglianza nei cieli. Attualmente ci sono 1625 donne ufficiali in servizio nell'Aeronautica militare indiana. / Rendiamo omaggio all'Aeronautica militare indiana. Jai Hind!”


Ora, a me pare che questo denoti qualche differenza nelle libertà di espressione tra il Regno Unito negli anni Cinquanta (che pure era da poco uscito da esperienze in cui le forze armate avevano svolto un ruolo non da poco) e l'India del presente. Ma chi sono io per emettere giudizi sulla più grande democrazia del mondo?


mercoledì 21 dicembre 2022

Cialtroneria artificiale

Di recente (come molti in tutto il mondo), mi sono incuriosito per le potenzialità di ChatGPT e ci ho fatto qualche esperimento. Ricordo che è un'intelligenza artificiale in grado di conversare su pressoché qualsiasi argomento, in pressoché qualsiasi lingua e con un alto grado di coerenza. È divertente vedere come se la cava, anche perché è capace di enormi alti e bassi. Se un attimo mi stupisce perché sembra aver “capito” una mia richiesta non banale, subito dopo mi delude perché si mette a parlare a vanvera, o a ripetere più volte le stesse cose.

Un aspetto su cui molti sembrano fraintenderla è questo: non è – almeno attualmente – un motore di ricerca (ha solo un enorme corpus di testi per lo più fino al 2021), non è un'opera di consultazione, non è un “tonto onnisciente” (riprendo dall'articolo per il resto notevole di Vincenzo Latronico, che si interroga soprattutto su come questa e altre IA se la cavano con le traduzioni).

La questione fondamentale è che elabora frammenti di testo, non informazioni.

Una storiella per illustrarlo. Mi è capitato di recente di vedere Accadde a Berlino (The Man Between), film britannico di Carol Reed del 1953. La protagonista femminile è Claire Bloom. Avevo una vaga idea che la Bloom avesse a che fare con Laurence Olivier, ma non mi ricordavo che cosa. Prima di cercare altro, ho provato a vedere come se la cavava in proposito ChatGPT e gliel'ho chiesto (testuale domanda: “Che cos'hanno a che fare Claire Bloom e Laurence Olivier?”), sia in italiano sia in inglese, e più volte (le risposte non sono deterministiche), e ogni volta mischia verità e fantasia in modo inestricabile. Di fatto, si inventa ogni volta qualcosa: che erano sposati, che hanno interpretato insieme Amleto o La spia che venne dal freddo etc. (niente di tutto ciò è vero). Per esempio:

Claire Bloom e Laurence Olivier erano entrambi attori di fama mondiale, noti per le loro prestazioni teatrali e cinematografiche. Claire Bloom è nata a Londra nel 1931 e ha iniziato la sua carriera teatrale già all'età di 17 anni. Ha recitato in molti film di successo, tra cui "Il trono di sangue" di Orson Welles e "Limelight" di Charles Chaplin. Laurence Olivier, nato nel 1907, è stato uno dei più famosi attori inglesi del XX secolo, noto soprattutto per le sue interpretazioni teatrali di Shakespeare. Ha anche recitato in molti film di successo, tra cui "Rebecca" di Alfred Hitchcock e "Il terzo uomo" di Carol Reed. I due attori hanno lavorato insieme in diverse produzioni teatrali e cinematografiche, tra cui il film "La lunga notte di Frankenstein" del 1957, in cui Bloom interpretava Elizabeth e Olivier il Dottor Frankenstein.

Per chi ne sa qualcosa di cinema, è affascinante e agghiacciante allo stesso tempo. Sembra di sentir parlare di un universo parallelo in cui le cose sono andate in un modo diverso: chissà se in questo altro mondo, nel Terzo uomo Olivier interpreta il ruolo di Orson Welles o di Joseph Cotten? Qual è la trama di La lunga notte di Frankenstein? A volte pare che ChatGPT proceda per associazioni di idee, ma come una persona che si ricorda male le cose: Il trono di sangue è il film di Akira Kurosawa ispirato al Macbeth, ed esiste anche un Macbeth di Orson Welles, ma in nessuno dei due c'è Claire Bloom, la quale ha però interpretato altri ruoli shakespeariani. In questa memoria vacillante, per esempio, confonde spesso Laurence Olivier con Richard Burton (che era veramente sposato con la Bloom e ha veramente interpretato La spia che venne dal freddo). O forse, più semplicemente, fa come chi non ne sa molto su un argomento, ma anziché ammetterlo inventa qualcosa.

Ma per finire in bellezza, e calando bruscamente il livello artistico, ho chiesto a ChatGPT l'analogo per Lino Banfi e Paolo Villaggio. Non mi ha detto che sono stati sposati, ma è convinto che

Uno dei loro progetti più famosi è stato il film "Fantozzi" (1975), in cui Villaggio ha interpretato il ruolo del protagonista, Ugo Fantozzi, e Banfi ha recitato nei panni del suo amico e collega di lavoro, Adolfo Orazi.

(Chi è Adolfo Orazi?)

lunedì 11 gennaio 2021

Cieli di celluloide

Quelli tra i miei 2,5 lettori che si interessano al cinema o all'aviazione (e se poi fosse a entrambi, sarebbe il massimo) saranno lieti di sapere che dal primo dell'anno sto tenendo un nuovo piccolo blog, appunto sul cinema d'aviazione: Cieli di celluloide. In ogni post analizzo un film, una persona, un aereo, un concetto legati a questo genere.

A parte che non è un triplano e non è rosso, sarebbe l'aereo di von Richthofen in Gli angeli dell'inferno (1930)


martedì 5 maggio 2015

Aldo Moro e “Forza Italia!” (il film)

Ho visto di recente un film di Roberto Faenza, il che mi ha fatto rendere conto che in precedenza ne avevo visto solo il film di montaggio sulla DC Forza Italia!, uscito poco prima del rapimento di Moro e subito dopo ritirato dalle sale. (In realtà, guardando la sua filmografia mi accorgo di aver visto anche il dimenticabile Caso dell'infedele Klara.)
Mi è capitato di leggere che a Moro stesso si attribuisce dal sequestro un elogio del film, a condanna del proprio partito. Ho voluto approfondire. Il fatto viene ripetuto spesso, e un po' allegramente, in rete, ma senza riferimenti specifici. Una fonte che dovrebbe avere un certo peso è un'intervista a Faenza stesso:
Aldo Moro negli ultimi giorni del calvario di via Montalcini, scrisse di “Forza Italia”: “È l'istantanea più fedele della spregiudicatezza della Dc”. Povero Moro. Il film l'aveva visto davvero. Ci ho pensato per anni.
La presunta citazione non trova nessun altro riscontro in rete, e nell'edizione integrale Einaudi delle lettere di Moro dalla prigionia Faenza non compare nell'indice dei nomi (non è una dimostrazione a prova di bomba, ma nell'indice compaiono anche i nomi menzionati solo nelle note, dove presumibilmente verrebbero dati gli estremi del film, se fosse nominato nel testo).
Esiste però anche il cosiddetto “Memoriale Moro”, che è un insieme di testi redatti dai brigatisti e in parte attribuiti a Moro. Qui compare l'unica menzione che ho trovato del film (aggiungo un poco di contesto):
Da qui quell'indubbio poderoso cambiamento di personale dirigente a diversi livelli, di base, di sezione, di provincia, di regione, di consiglio nazionale (meno), parlamentare. Non è detto che tutti siano migliori: sono però nuovi e diversi e portano più modernità, più spregiudicatezza, più laicismo. Infatti il legame con la Chiesa è afflosciato. E per chi abbia visto “Forza Italia”, fa impressione il linguaggio, a dir poco, estremamente spregiudicato, che i democristiani usano al Congresso tra un applauso e l'altro all'On. Zaccagnini. Sono modi di dire e di fare che un tempo sarebbero apparsi inconcepibili.
Peraltro – se le parole sono veramente del rapito – Moro dimostra sì di aver visto e apprezzato il film, ma è meno critico nei confronti della DC di quanto sembri di solito: sembra anzi apprezzarne il rinnovamento. (E “spregiudicato” è un aggettivo pregevolmente ambiguo: può denotare chi se ne infischia delle regole o del vivere civile, ma anche chi è privo di pregiudizi e non si lascia condizionare da “come si è sempre fatto”.)
Spero che qualcuno trovi la citazione esatta, perché non posso certo credere che Faenza abbia inventato la citazione, o che l'abbia riportata a memoria in modo così fantasioso.