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domenica 5 agosto 2012

Premialità

Premialità non è esattamente una bella parola (la scelta del lessico ha anche criteri estetici, sì) e non è neppure indispensabile. Ma il contesto in cui viene usata qui è così delirante che la parola è il meno.
L’AMA, l’azienda della nettezza urbana di Roma, annuncia varie innovazioni su come si svolgerà nei prossimi anni la raccolta differenziata in città. Una delle novità è che
Il nuovo sistema di raccolta differenziata prevede l’implementazione di un sistema di premialità per i cittadini più virtuosi. ... verranno posizionati cassonetti a chiusura ermetica per i rifiuti organici e per quelli indifferenziati. Sarà possibile conferire i rifiuti in questi contenitori solo con un badge familiare. In tal modo, ogni volta che si getteranno gli scarti alimentari si otterranno dei punti. Viceversa, si perderanno quando si utilizzerà il cassonetto per l’indifferenziato.
Ma che, davvero? Si utilizza un rinforzo negativo per un’azione inevitabile? (Molti materiali semplicemente non sono riciclabili.) Non c'è bisogno di essere teorici del nudge, della “spinta gentile”, per capire che così ci si limita a spingere gentilmente la gente a buttare tutto nel cassonetto degli scarti alimentari. E se invece ci si fida del senso civico dei residenti (o dei controlli occhiuti a opera di ninja nascosti nei bidoni) non serve un badge per ogni famiglia e un lettore di badge per ogni cassonetto, che presumibilmente hanno un certo costo.

mercoledì 28 ottobre 2009

martedì 27 ottobre 2009

Lo spazio, il tempo e la TIM

Quando ricarico in rete il credito del mio telefonino, la TIM mi manda dopo poco un messaggio di conferma che inizia: “Ti comunichiamo di aver effettuato la ricarica richiesta”. Benissimo, che efficienza, sono passati solo pochi minuti!
Poi passano a confermare il mio numero di telefono e la cifra ricaricata.
E infine chiosano:
N.B. La ricarica sara` immediatamente resa disponibile come credito telefonico e comunque non oltre le 48 ore dal momento della richiesta.
Sono io, oppure aver già fatto qualcosa, farlo immediatamente e farlo entro due giorni non sono esattamente la stessa cosa?
E poi, “effettuare la ricarica” non è lo stesso che avermela accreditata?
Mah.

martedì 14 ottobre 2008

Poste italiane

Ammetto di non intendermene di filatelia. Quando devo mandare una lettera mi faccio dare dal tabaccaio il primo francobollo che capita che abbia il valore giusto, o magari la mando da un ufficio postale, dove consegno i soldi e la busta, loro fanno qualcosa e la lettera arriva.
Il risultato è che mi rendo conto delle nuove emissioni solo quando mi arriva una lettera su cui sono affisse. Quindi ho appreso solo qualche giorno fa che esiste un francobollo per i "Cento anni di Mondadori" (che quindi non dev'essere recentissimo).
La cosa che mi lascia perplesso è che... be', è facile immaginare varie possibili obiezioni, specie di questi tempi, ma mi limiterò a quelle grafiche, seppure da profano. Sapendo di un francobollo simile, mi sarei aspettato che raffigurasse un ritratto di Arnoldo Mondadori, una sede storica della casa editrice, qualche copertina di uno dei primi libri editi, o simili. Invece riporta il logo attuale della Mondadori con un "1", uno "0" e un altro "0": il logo che si trovava su molte loro pubblicazioni in occasione del centenario. Il risultato è che non sembra neppure un francobollo, ma un adesivo pubblicitario o qulcosa del genere.

domenica 29 luglio 2007

Vonnegut in metropolitana

Quando mi viene da lamentarmi di qualcosa che non va intorno a me, mi sembra di essere il gaddiano "capitano in congedo" con le sue "bizze", senza ovviamente un milionesimo dei meriti letterari...
Però ogni volta che sono in una stazione della metropolitana, con la radio - ora televisione - interna a tutto volume, e cerco di leggere, o anche solo di pensare ai casi miei, mi sembra di essere all'interno di "Harrison Bergeron".
"Harrison Bergeron" è un racconto di Vonnegut in cui "l'anno era il 2081, e tutti erano finalmente uguali". L'uguaglianza si è ottenuta handicappando chi ha qualche abilità superiore agli altri: facendo portare pesi ai forti, imbruttendo i belli e così via. Il protagonista è un mezzo superuomo, e così si ritrova tutti gli handicap artficiali possibili.
Io non sono un mezzo superuomo, ma mi identifico ogni volta con gli abitanti di quella società per almeno un aspetto. Le persone intelligenti vengono handicappate facendo sentire loro suoni, rumori e musiche, tanto più frequentemente quanto più sono intelligenti, per non dar loro il tempo di mettere a fuoco un pensiero. (H.B. è un genio, e quindi gli vengono fatti sentire in continuazione suoni che cambiano via via.)
Non escludo che in qualche racconto di Dick si immagini che la muzak che suona in continuazione in ascensori e certi ambienti pubblici abbia un ruolo simile...

Ad uso dei soci e simpatizzanti specializzati in pignolerie cinematografiche: da "Harrison Bergeron" è stato tratto un film per la tv. Il protagonista è interpretato da Sean Astin, cioè Sam Gamgee nel Signore degli anelli, mentre in un ruolo secondario appare Hayden Christensen, il giovane Anakin Skywalker negli Episodi II e III di Guerre stellari. Quindi, per chi fa caso a queste cose, questo film collega ancora una volta le due saghe. (Ma naturalmente la presenza di Christopher Lee in entrambe rende puramente accademica la ricerca di ulteriori collegamenti.)