A capodanno del 2000, io e alcuni amici festeggiammo l'"eccezione dell'eccezione dell'eccezione". Infatti il 2000, essendo un anno il cui numero è divisibile per 4, è eccezionale in quanto potenzialmente bisestile; essendo anche divisibile per 100, farebbe eccezione a questa regola dato che la maggior parte degli anni con questa proprietà non sono bisestili. L'ulteriore eccezione è data dal fatto che notoriamente gli anni divisibili per 400 sono invece bisestili.
Il tutto, come si sa, serve per approssimare la durata media dell'anno solare. Ma anche con questi accorgimenti, l'anno solare è lievemente più breve della durata media dell'anno nel calendario gregoriano. Per questo motivo, nel 1849 l'astronomo John Herschel propose di considerare l'anno 4000 non bisestile.
Quindi, qualora nel prossimo paio di millenni si decidesse di adottare questa proposta, a capodanno del 4000 potremo festeggiare l'eccezione dell'eccezione dell'eccezione dell'eccezione!
In realtà ho un po' semplificato le cose, perché per decidere della "vera" lunghezza dell'anno solare bisogna, tra le altre cose, tenere in considerazione le differenze tra l'anno tropico e altre definizioni dell'anno, come quello siderale; il punto dell'eclittica in cui si considera l'inizio dell'anno tropico; le fluttuazioni di anno in anno...
venerdì 25 gennaio 2008
giovedì 10 gennaio 2008
E Giovan Battista Marino? Ovvero, come non dire pane al pane chiamando spada una vanga
Devo alla citazione che ne fa Stefano Bartezzaghi nella sua bella storia del cruciverba L'orizzonte verticale (Einaudi 2007) questo estratto da una prolusione che tenne W.H. Auden a Oxford nel 1956, degno di un ipotetico manifesto dei pignuoli. Auden chiederebbe a un critico letterario:
In realtà, nel punto 2. si parlava di "calling a spade a spade", cioè, vanghe a parte, "dire pane al pane".
Sugli englys, che poi sono englyns (anzi, englyn perché non facciamo il plurale delle parole straniere, ma se lo facessimo sarebbe englynion in gallese), vedi la voce Englyn della Wikipedia. Si fa presto a dire englyn: ce ne sono otto tipi, tra cui l'englyn del soldato e l'englyn monorima storto. Dei drott-kvaett (o, con ortografia più nordica, dróttkvætt) si parla all'interno della voce sulla poesia allitterativa.
Ovviamente non saprei dirlo meglio, o aggiungere qualcosa, e quindi mi limito alle pignolerie di servizio.
Ama, nel senso che ama davvero, e non che li approva in linea di principio:
- Le lunghe liste di nomi propri, come le genealogie dell'Antico Testamento e il Catalogo delle navi nell'Iliade?
- Gli enigmi e tutti gli altri modi per non chiamare 'spada' una spada?
- Le forme metriche complicate e di grande difficoltà tecnica, come gli englys, i drott-kvaetts, le sestine, anche se il loro contenuto è banale?
- Teatralità consapevolmente esagerate, e brani di adulazione barocca come il benvenuto di Dryden alla duchessa di Ormond?
Se un critico potesse rispondere in tutta sincerità «sì» a ognuna delle quattro domande, allora potrei fidarmi implicitamente del suo giudizio su qualsiasi questione letteraria.
In realtà, nel punto 2. si parlava di "calling a spade a spade", cioè, vanghe a parte, "dire pane al pane".
Sugli englys, che poi sono englyns (anzi, englyn perché non facciamo il plurale delle parole straniere, ma se lo facessimo sarebbe englynion in gallese), vedi la voce Englyn della Wikipedia. Si fa presto a dire englyn: ce ne sono otto tipi, tra cui l'englyn del soldato e l'englyn monorima storto. Dei drott-kvaett (o, con ortografia più nordica, dróttkvætt) si parla all'interno della voce sulla poesia allitterativa.
giovedì 20 dicembre 2007
Kakemphata
Ho scoperto qualche giorno fa che la Pimpa, la cagnetta a pallini rossi disegnata da Altan, è stata tradotta anche in inglese. Il motivo per cui lo segnalo qui è che in inglese si chiama Timpa, per un motivo, credo, facilmente intuibile. Quindi questo caso entra a far parte della nutrita schiera di nomi di prodotti, spesso modelli di automobili, che sono stati cambiati da un mercato nazionale all'altro perché "suonavano male".
(Mi sembrava molto arguto intitolare questo post con la parola inglese che significa "cagna", ma poi ho preferito evitare...)
(Mi sembrava molto arguto intitolare questo post con la parola inglese che significa "cagna", ma poi ho preferito evitare...)
martedì 4 dicembre 2007
L'italiano è un opinione
Ecco una piccola galleria di strafalcioni assortiti.

Quando disegnate l'arredo di vostra camera, non dimenticate di prevedere un piccolo spazio in cui tenere a portata di mano una grammatica.
Tutta la sezione in italiano del sito della Flexa è in un italiano sottilmente legnoso, come di un madrelingua lontano da tempo dall'Italia, o di un non nativo che lo conosca molto bene. Non mancano i classici "mobili per bambini in legno di pino".

Questo proviene da una delle pubblicità che Google appone automaticamente a fianco dei messaggi di posta elettronica di Gmail. In teoria dovrebbero essere pertinenti all'argomento del messaggio, ma sono sicuro di non intrattenere molta corrispondenza riguardante "i mosche".

Non ho dubbi che Jesus Christ Superstar sia, a modo suo, pieno di poesia, e probabilmente contiene al suo interno componimenti poetici improntati alla soggettività, ma in italiano "lyrics" significa "testi", "parole", "libretto"!
.jpg)
Questo tipo di scivolone è quasi troppo classico per includerlo qui...


Infine doppia portata per chi conosce bene La carica dei 101, Cujo, Quattro bassotti per un danese e Torna a casa Lassie...
...ma anche il latino non scerza

La parrocchia S. Giuseppe Cottolengo, a Valle Aurelia, propugna un'idea della "caritas" particolarmente pervasa di Grazia.
(Fonti: foto scattate dal sottoscritto, http://jesuschristsuperstar.musical.it, http://www.monzalacitta.it/rubriche/farfalle-nella-rete/, catalogo della Fnac)
Quando disegnate l'arredo di vostra camera, non dimenticate di prevedere un piccolo spazio in cui tenere a portata di mano una grammatica.
Tutta la sezione in italiano del sito della Flexa è in un italiano sottilmente legnoso, come di un madrelingua lontano da tempo dall'Italia, o di un non nativo che lo conosca molto bene. Non mancano i classici "mobili per bambini in legno di pino".

Questo proviene da una delle pubblicità che Google appone automaticamente a fianco dei messaggi di posta elettronica di Gmail. In teoria dovrebbero essere pertinenti all'argomento del messaggio, ma sono sicuro di non intrattenere molta corrispondenza riguardante "i mosche".

Non ho dubbi che Jesus Christ Superstar sia, a modo suo, pieno di poesia, e probabilmente contiene al suo interno componimenti poetici improntati alla soggettività, ma in italiano "lyrics" significa "testi", "parole", "libretto"!
.jpg)
Questo tipo di scivolone è quasi troppo classico per includerlo qui...

Infine doppia portata per chi conosce bene La carica dei 101, Cujo, Quattro bassotti per un danese e Torna a casa Lassie...
...ma anche il latino non scerza
La parrocchia S. Giuseppe Cottolengo, a Valle Aurelia, propugna un'idea della "caritas" particolarmente pervasa di Grazia.
(Fonti: foto scattate dal sottoscritto, http://jesuschristsuperstar.musical.it, http://www.monzalacitta.it/rubriche/farfalle-nella-rete/, catalogo della Fnac)
giovedì 8 novembre 2007
I vicer...
Si vedono in giro i cartelloni che pubblicizzano l'imminente uscita di I vicerè, il nuovo film di Roberto Faenza, tratto "da un romanzo censurato per oltre 100 anni".
L'occhio del pignuolo è attratto da quei "vicerè" scritti in caratteri cubitali, e si chiede se abbiano qualcosa in comune con i "viceré" che in vari tempi e luoghi hanno sostituito i re.
E poi, nell'elegante locandina, in cui oltre al titolo compaiono i nomi del regista e dei principali interpreti e varie parole-chiave come "autobiografia", "Italia", "nazione", "affari nostri", non si potevano inserire magari anche le parole "De Roberto"?
P.S. Vedo ora che nel Dizionario delle opere e dei personaggi della Bompiani viene usato l'accento grave, ma non nella Garzantina, nel dizionarietto "Gli scrittori italiani" della Zanichelli o altrove. C'è forse qualche giustificazione per la grafia non standard?
L'occhio del pignuolo è attratto da quei "vicerè" scritti in caratteri cubitali, e si chiede se abbiano qualcosa in comune con i "viceré" che in vari tempi e luoghi hanno sostituito i re.
E poi, nell'elegante locandina, in cui oltre al titolo compaiono i nomi del regista e dei principali interpreti e varie parole-chiave come "autobiografia", "Italia", "nazione", "affari nostri", non si potevano inserire magari anche le parole "De Roberto"?
P.S. Vedo ora che nel Dizionario delle opere e dei personaggi della Bompiani viene usato l'accento grave, ma non nella Garzantina, nel dizionarietto "Gli scrittori italiani" della Zanichelli o altrove. C'è forse qualche giustificazione per la grafia non standard?
Cani
Sulla prima pagina del Tuttolibri di sabato scorso, il 3 novembre, Nico Orengo "fulmina" l'exploit dell'artista costaricano Guillermo Habacuc Vargas che, a mo' di opera d'arte concettuale, avrebbe lasciato morire pubblicamente di fame un cane. Perché l'Accademia de' Pignuoli se ne occupa?
Prima di tutto, per fortuna, la notizia è infondata, come spiega dettagliatamente Paolo Attivissimo nel suo impagabile blog in cui si occupa, tra l'altro, di mostrare l'infondatezza di molte "bufale" divulgate via rete. Il cane era in realtà tenuto legato a una corda tre ore al giorno per tre giorni e nutrito regolarmente, e l'installazione voleva appunto richiamare l'attenzione sulla violenza sugli animali, ma c'è riuscita fin troppo bene...
In secondo luogo, e qui l'AdP è più appieno nel suo campo, Orengo parla del cane "a cui è vietato dargli da mangiare [...] ma non di assistere alla sua [...] agonia". Il cane è vivo, la sintassi un po' meno.
Prima di tutto, per fortuna, la notizia è infondata, come spiega dettagliatamente Paolo Attivissimo nel suo impagabile blog in cui si occupa, tra l'altro, di mostrare l'infondatezza di molte "bufale" divulgate via rete. Il cane era in realtà tenuto legato a una corda tre ore al giorno per tre giorni e nutrito regolarmente, e l'installazione voleva appunto richiamare l'attenzione sulla violenza sugli animali, ma c'è riuscita fin troppo bene...
In secondo luogo, e qui l'AdP è più appieno nel suo campo, Orengo parla del cane "a cui è vietato dargli da mangiare [...] ma non di assistere alla sua [...] agonia". Il cane è vivo, la sintassi un po' meno.
giovedì 25 ottobre 2007
Non drammatizziamo... (2)
Ancora qualche nota sparsa sui titoli italiani di libri o film che non sono traduzioni letterali:
- Per quanto riguarda il cinema, forse la tendenza a reinventare completamente i titoli si va un po' modificando: tutti i titoli che menziona Marco D'Eramo nell'articolo già citato (come All of me che diventa Ho sposato un fantasma; The Ambassador "tradotto" come I guerrieri del vento etc.) sono precedenti al 1985. La tendenza attuale è di lasciare spesso i titoli originali, con al più l'aggiunta di un sottotitolo che traduce o commenta il vero titolo, come in Waitress - Ricette d'amore. Una sotto-tendenza è quella di semplificare il titolo, pur lasciandolo in inglese, spesso omettendo gli articoli (suona più inglese? più efficace?): The Fast and the Furious è diventato Fast and Furious, Matrix in origine è The Matrix e così via. Il predecessore più illustre è naturalmente The Shining.
- Quanto ai libri, non è infrequente il caso di traduzioni diverse - o riedizioni della stessa traduzione - con titoli diversi. Qualche volta i titoli successivi tendono ad avvicinarsi a quello originale, ma non è detto; di fatto, spesso tendono verso il titolo dell'eventuale film che nel frattempo ne è stato tratto. The Body Snatchers di Jack Finney - di cui è uscita in questi giorni in Italia la quarta trasposizione cinematografica con il titolo di Invasion (vedi sopra) - è passato per i titoli di Gli invasati e (ovviamente) L'invasione degli ultracorpi; The Long Saturday Night di Charles Williams, dopo essere stato Morire d'amore è diventato Finalmente domenica!; e The Shining di Stephen King, prima di diventare Shining, è stato Una splendida festa di morte.
venerdì 19 ottobre 2007
Non drammatizziamo...
Ancora a proposito di traduzioni: segnalo l'articolo di Marco D'Eramo sul manifesto a proposito dei frequenti casi di titoli italiani di libri e film che non hanno niente a che fare col titolo originale. Un esempio per tutti, tra quelli non riportati nell'articolo, il Domicile conjugal di Truffaut, che in Italia è notoriamente diventato Non drammatizziamo... è solo questione di corna.
Addenda: Dopo una settimana dalla pubblicazione, gli articoli sul sito del manifesto non sono più liberamente accessibili. Vedrò di trovare altrove una copia dell'articolo di D'Eramo.
Addenda: Dopo una settimana dalla pubblicazione, gli articoli sul sito del manifesto non sono più liberamente accessibili. Vedrò di trovare altrove una copia dell'articolo di D'Eramo.
domenica 14 ottobre 2007
Il pozzo delle trame perdute
Stavolta faccio un po' di spudorata auto-promozione o, meglio, promozione a un libro con il quale ho a che fare.
I primi di novembre uscirà Il pozzo delle trame perdute
di Jasper Fforde, pubblicato dalla Marcos y Marcos e di cui il sottoscritto ha curato la traduzione.
I primi di novembre uscirà Il pozzo delle trame perdute
La pagina della casa editrice illustra il libro, e gli altri dello stesso autore, molto meglio di come potrei fare io. Aggiungo solo che è così divertente che, nonostante io abbia passato vari mesi piacevoli immerso nel testo e nella resa dei non pochi giochi di parole e invenzioni linguistiche, ancora durante l'ennesima revisione e durante la rilettura delle bozze mi ritrovavo a ridere per qualche battuta!
Buona lettura.
P.S. Qui potete leggere una mia nota del traduttore a proposito del primo dei romanzi di Fforde, Il caso Jane Eyre
lunedì 8 ottobre 2007
La detrattinizzazione dell'inglese
Solo due righe per segnalare un articolo sul New York Times di ieri, sulla progressiva scomparsa in inglese del trattino all'interno delle parole composte, anzi del "nearly-departed seldom-understood soon-to-be-forgotten hyphen": Death-Knell. Or Death Knell.
Attiro in particolare l'attenzione su quello che viene detto su E.E. Cummings, o e.e. cummings, che nella sua eliminazione quasi totale della punteggiatura, mise in atto una "sanserification" ("senzagrazizzazione"?) del linguaggio. Ecco la prima strofa di "anyone lived in a pretty how town". Il testo completo si può trovare per esempio presso poets.org:
anyone lived in a pretty how town
(with up so floating many bells down)
spring summer autumn winter
he sang his didn't he danced his did
Attiro in particolare l'attenzione su quello che viene detto su E.E. Cummings, o e.e. cummings, che nella sua eliminazione quasi totale della punteggiatura, mise in atto una "sanserification" ("senzagrazizzazione"?) del linguaggio. Ecco la prima strofa di "anyone lived in a pretty how town". Il testo completo si può trovare per esempio presso poets.org:
anyone lived in a pretty how town
(with up so floating many bells down)
spring summer autumn winter
he sang his didn't he danced his did
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