lunedì 29 settembre 2008
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Cellule affini in ispirito all'Accademia de' Pignuoli nascono dappertutto, né l'antilingua potrà nulla per fermarle. La più recente è probabilmente quella nata all'interno di Facebook, Tre occhi in ogni editor: gruppo armato per la protezione del punto e virgola (credo che il link funzioni solo se si è registrati in Facebook, ahimè), tra i cui principî primeggia la difesa di un uso corretto e orgoglioso della punteggiatura!
sabato 20 settembre 2008
La Wertmüller è una dilettante II
Devo all'accademico Giovanni la segnalazione del fatto che l'elenco di film dai titoli più lunghi non è poi così completo. Tra i film italiani manca per lo meno Come fu che Masuccio Salernitano, fuggendo con le brache in mano, riuscì a conservarselo sano (1973, diretto da Silvio Amadio), su cui si possono trovare informazioni nel Dizionario dei film italiani stracult di Marco Giusti.
domenica 14 settembre 2008
E 'l chi e 'l quale
Giro ai pignuoli lessicali la segnalazione di un piccolo quiz di cui apprendo l'esistenza dalle "Notiziole" di .mau. (storico frequentatore e animatore di siti e liste di discussione su matematica, informatica e amenità linguistiche, tra l'altro): bisogna scrivere in cinque minuti il maggior numero possibile di parole comprese tra le 100 più diffuse in inglese. Attenzione: in alcuni casi forme flesse della stessa parola sono contate separatamente, come he e him.
Una curiosità: il primo sostantivo compare al 55° posto.
Una curiosità: il primo sostantivo compare al 55° posto.
mercoledì 20 agosto 2008
Certo che c'è l'umlaut
Sia come matematico che come traduttore, ho a che fare con qualcuno che revisiona il mio testo. In genere le mie esperienze sono state positive. Non mi è capitato di avere particolarmente da ridire sulle modifiche proposte: in qualche caso mi sono chiesto perché il revisore pensasse che il suo intervento fosse una miglioria, in altri ho apprezzato io stesso la modifica. Comunque ne ho visto abbastanza per rendermi conto di quanto possa essere snervante per un vero scrittore, che per giunta tratta di argomenti seri e a tratti dolorosi, vedersi modificato arbitrariamente il testo:
If I wrote that people “retreated,” why would he suggest “withdrew”? If I chose “polite,” why nudge me with “proper”? And if I described someone at a reading having asked me a question “softly,” how could he come up with “hesitantly”? I had been there and the question wasn’t hesitant, it was soft–those aren’t the same things.
And not only that, he was wrong on one point after another. Our family had always avoided German products but I have come to enjoy Jakobs Krönung coffee. His note on that was that Google said there was no umlaut over the letter “o.” Well, I knew he was wrong, but I had a bag of those beans in my freezer and double-checked. Of course there’s an umlaut; that’s the German spelling. Had he bothered to click on one of his Google links he might have seen an actual photo of a bag of Krönung beans. Is this petty? Yes. And that’s what happens too often with copy editing–you find yourself in an argument over small points with a total stranger who you’ll never meet. It's a weird mix of intimacy, hostility, and distance.
Il resto di quello che scrive in proposito Lev Raphael si può leggere in "Stet! Stet! Stet!" (Apprendo in quest'occasione che "stet" è usato in inglese come in italiano si usa "vive", per indicare che una correzione indicata in una bozza dev'essere ignorata.)
If I wrote that people “retreated,” why would he suggest “withdrew”? If I chose “polite,” why nudge me with “proper”? And if I described someone at a reading having asked me a question “softly,” how could he come up with “hesitantly”? I had been there and the question wasn’t hesitant, it was soft–those aren’t the same things.
And not only that, he was wrong on one point after another. Our family had always avoided German products but I have come to enjoy Jakobs Krönung coffee. His note on that was that Google said there was no umlaut over the letter “o.” Well, I knew he was wrong, but I had a bag of those beans in my freezer and double-checked. Of course there’s an umlaut; that’s the German spelling. Had he bothered to click on one of his Google links he might have seen an actual photo of a bag of Krönung beans. Is this petty? Yes. And that’s what happens too often with copy editing–you find yourself in an argument over small points with a total stranger who you’ll never meet. It's a weird mix of intimacy, hostility, and distance.
Il resto di quello che scrive in proposito Lev Raphael si può leggere in "Stet! Stet! Stet!" (Apprendo in quest'occasione che "stet" è usato in inglese come in italiano si usa "vive", per indicare che una correzione indicata in una bozza dev'essere ignorata.)
giovedì 7 agosto 2008
La Wertmüller è una dilettante
Tante volte qualcuno si fosse chiesto quali sono i 226 film dal titolo più lungo, ecco qui la risposta (perché proprio 226? perché chi ha compilato la lista si è limitato ai titoli lunghi almeno 60 caratteri). Alcuni titoli non sono veramente interessanti, perché si riferiscono a filmati delle origini della cinematografia, con titoli puramente descrittivi, come Her Majesty the Queen Arriving at South Kensington on the Occasion of the Laying of the Foundation Stone of the Victoria & Albert Museum, del 1899.
Il titolo più lungo che non rientra in questa categoria, e secondo in assoluto, sembrerebbe il belga 1971, of zelfs al houdt Mosje Dajan zijne kak in en komt er voor 1971 genen oorlog, dan nog zal de Belgische film, dank zij de huidige situatie (om het kort te zeggen) er als volgt uitzien.
Il primo film italiano arriva al ventottesimo posto, e non è di Lina Wertmüller: si tratta di All'onorevole piacciono le donne (Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia) di Lucio Fulci. L.W. arriva solo in quarantaquattresima posizione, con Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova - si sospettano moventi politici.
Non mi posso esimere dal citare alcuni dei titoli che prediligo, come:
Il titolo più lungo che non rientra in questa categoria, e secondo in assoluto, sembrerebbe il belga 1971, of zelfs al houdt Mosje Dajan zijne kak in en komt er voor 1971 genen oorlog, dan nog zal de Belgische film, dank zij de huidige situatie (om het kort te zeggen) er als volgt uitzien.
Il primo film italiano arriva al ventottesimo posto, e non è di Lina Wertmüller: si tratta di All'onorevole piacciono le donne (Nonostante le apparenze... e purché la nazione non lo sappia) di Lucio Fulci. L.W. arriva solo in quarantaquattresima posizione, con Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova - si sospettano moventi politici.
Non mi posso esimere dal citare alcuni dei titoli che prediligo, come:
- The Incredibly Strange Creatures Who Stopped Living and Became Mixed-Up Zombies, che è citato in The Golden Turkey Awards tra gli aspiranti al "Peggior titolo di tutti i tempi", ma il vincitore è Rat Fink a Boo Boo, una sorta di imitazione/parodia dei telefilm di Batman
- Night of the Day of the Dawn of the Son of the Bride of the Return of the Terror che è solo un ridoppiaggio parodistico (ma no?) della Notte dei morti viventi di Romero: il bello è che l'Internet Movie Database ne dà, come titolo alternativo, anche Night of the Day of the Dawn of the Son of the Bride of the Return of the Revenge of the Terror of the Attack of the Evil, Mutant, Alien, Flesh Eating, Hellbound, Zombified Living Dead Part 2: In Shocking 2-D. D'altronde, non è molto soddisfacente, proprio perché fatto apposta, o "più apposta" degli altri
- Who Is Harry Kellerman and Why Is He Saying Those Terrible Things About Me? perché
- è forse il primo nell'elenco che io abbia visto (più oltre arrivano Tutto quello che avreste voluto sapere... e Dottor Stranamore...)
- è forse il primo che non sia un documentario o un film umoristico
- è forse l'unico con Dustin Hoffman
- è forse il primo nell'elenco che io abbia visto (più oltre arrivano Tutto quello che avreste voluto sapere... e Dottor Stranamore...)
- Sherlock Holmes in the Singular Case of the Plural Green Mustache, per ovvi motivi.
mercoledì 6 agosto 2008
Scultura antica e sentimento del futuro
Forse Ercole Rosa sarà così apprezzato dai nostri pronipoti che vivranno fra sei secoli e mezzo, da spingerli a inventare la macchina del tempo per rendergli omaggio già oggi. Oppure qualche ignoto scalpellino era molto distratto.
Ma la spiegazione più soddisfacente è tutt'altra: quale? Ricordate che un tempo Roma, e tutta l'Italia, era ben più laica di oggi.
(La risposta nel primo commento.)
giovedì 10 luglio 2008
Ossequi...
Già sono abbastanza convinto che "carta" nel senso di tessera sia un anglismo, ma che poi una simile tessera vada riverita e ossequiata quando si decide di acquisirla mi pare un po' eccessivo:

Forse, essendo un po' meno umili nei suoi confronti, qualche punto o sconto ce lo mollava pure...

Forse, essendo un po' meno umili nei suoi confronti, qualche punto o sconto ce lo mollava pure...
sabato 5 luglio 2008
Aldilà del bene e del male (= paradiso e inferno)
In realtà non posso escludere che mi sia sfuggito qualche sottile giuoco di parole escatologico, sul motivo per cui questa acqua di colonia rappresenti l'oltretomba delle fragranze...
mercoledì 11 giugno 2008
Forse ha raggione lui...
Da qualche anno l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti un programma molto ben fatto che aiuta nella compilazione della dichiarazione dei redditi (e che, caso non frequentissimo, è disponibile anche per il Mac). Spero però che la cura profusa nella creazione del programma e nella verifica dei calcoli relativi alle imposte da versare sia maggiore di quella dedicata all'ortografia:
lunedì 19 maggio 2008
Traduttori traditori I
Ogni tanto vorrei segnalare qualche errore divertente in cui mi imbatto leggendo un testo tradotto, ma se il cinico in me trova divertenti queste perle, la brava persona in me (a mo' di angioletto e diavoletto sulla spalla di Paperino) mi dice che una svista o una scelta infelice può capitare a tutti, me per primo. Allora il diavoletto e l'angioletto hanno messo a punto una soluzione di compromesso, nota in letteratura come "il peccato ma non il peccatore": il più delle volte riporterò le amenità senza segnalare esplicitamente il traduttore, né ovviamente il libro o articolo da cui è preso l'estratto.
Quel "il più delle volte" si riferisce alle possibili eccezioni che farei per lo più nel caso di traduttori "storici". E quindi comincio subito da un esempio del genere (l'angioletto è andato a prendersi un caffè?). In questo caso non posso neppure essere certo che la traduzione sia inesatta, non avendo il testo originale: è solo che suona piuttosto curiosa.
Il libro è un giallo di Ed McBain, cioè Evan Hunter, appartenente alla sua serie sull'87° distretto, e il titolo italiano è appunto 87° Distretto: tutti presenti (Il Giallo Mondadori 1222; titolo originale: Hail, Hail, the gang's all here!). La traduttrice è Andreina Negretti, per molti anni nella redazione di «Urania» e di altre testate della Mondadori. Su un vecchio «Delos» se ne può leggere un'affettuosa commemorazione di Vittorio Curtoni che, tra l'altro, ricorda come fosse anche l'esecutrice materiale di molti dei tagli operati allora sui romanzi pubblicati da «Urania», soprattutto - per quanto la riguardava - a danno delle scene osé: "odiava gli accenni sessuali espliciti in fantascienza. Non li sopportava. Tutti i traduttori lo sapevano, e si comportavano di conseguenza, tagliando (pardon, asciugando) le scene più torride (!) che dovessero incontrare in romanzi e racconti". Curtoni racconta alcuni divertenti episodi in proposito.
Eccoci finalmente alla famosa perla, che sparisce in mezzo all'ostrica di chiacchiere che la precede. Nel romanzo di McBain, uno dei molti tradotti dalla Negretti, a un certo punto due degli investigatori stanno cercando di rintracciare un sospetto di cui conoscono le generalità: adesso stanno cercando il domicilio della defunta madre, e uno chiede all'altro: «Ricordi il nome di battesimo della signora Goldenthal?»
Quel "il più delle volte" si riferisce alle possibili eccezioni che farei per lo più nel caso di traduttori "storici". E quindi comincio subito da un esempio del genere (l'angioletto è andato a prendersi un caffè?). In questo caso non posso neppure essere certo che la traduzione sia inesatta, non avendo il testo originale: è solo che suona piuttosto curiosa.
Il libro è un giallo di Ed McBain, cioè Evan Hunter, appartenente alla sua serie sull'87° distretto, e il titolo italiano è appunto 87° Distretto: tutti presenti (Il Giallo Mondadori 1222; titolo originale: Hail, Hail, the gang's all here!). La traduttrice è Andreina Negretti, per molti anni nella redazione di «Urania» e di altre testate della Mondadori. Su un vecchio «Delos» se ne può leggere un'affettuosa commemorazione di Vittorio Curtoni che, tra l'altro, ricorda come fosse anche l'esecutrice materiale di molti dei tagli operati allora sui romanzi pubblicati da «Urania», soprattutto - per quanto la riguardava - a danno delle scene osé: "odiava gli accenni sessuali espliciti in fantascienza. Non li sopportava. Tutti i traduttori lo sapevano, e si comportavano di conseguenza, tagliando (pardon, asciugando) le scene più torride (!) che dovessero incontrare in romanzi e racconti". Curtoni racconta alcuni divertenti episodi in proposito.
Eccoci finalmente alla famosa perla, che sparisce in mezzo all'ostrica di chiacchiere che la precede. Nel romanzo di McBain, uno dei molti tradotti dalla Negretti, a un certo punto due degli investigatori stanno cercando di rintracciare un sospetto di cui conoscono le generalità: adesso stanno cercando il domicilio della defunta madre, e uno chiede all'altro: «Ricordi il nome di battesimo della signora Goldenthal?»
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